I 10 principi del cervello di scorta

“Dov’è che l’avevo letto…?”

Siamo sommersi da una quantità di informazioni che il nostro cervello non è in grado, non è “progettato” per immagazzinare e ricordarsi: le idee ci arrivano, vanno e vengono senza restarci in mente. Ogni tanto abbiamo il déjà vu di aver sentito, visto o avuto una idea, ma ci sentiamo come se “mancasse un pezzo”, ricordiamo un ragionamento, ma incompleto, le parti mancanti talvolta perse per sempre.

Per chi fa della conoscenza il proprio mestiere questo rappresenta una enorme inefficienza: da un lato il nostro cervello ha limiti insormontabili, dall’altro lato ci sono sistemi deliberati che ci possono venire in aiuto – e allo stesso tempo mettere in difficoltà ulteriore.

A domanda, rispondo (?)

È almeno da un anno che ho iniziato a curare più o meno sistematicamente quello che mi entra in testa: come spesso succede a volte (spesso…) ho peccato di sovra-ingegnerizzazione, creandomi sistemi di annotazione e scrittura che in realtà mi bloccavano invece di facilitarmi.

Non c’è niente di più frustrante di sapere di avere 100 idee e non aver elaborato nulla al riguardo, oppure di ricevere una domanda a cui si sa di avere una risposta, ma chissà dove.

Il cervello di scorta

Sono incappato nel concetto del Second Brain: è un sistema per creare un motore creativo ma sistematico di cattura, elaborazione e creazione di idee, basato su 10 principi che vado a sintetizzare rapidamente. Questi principi sono tutti correlati tra loro e hanno una certa sequenzialità, ma possono anche essere esplorati e messi in pratica individualmente.

1. Creatività in prestito

Niente è originale, tutto è un remix (compreso questo stesso articolo…). Questo è uno dei più grossi blocchi che possiamo trovare, ovvero pensare che tutto quello che facciamo debba essere “originale”: quello che dobbiamo concederci è la capacità di prendere le idee in prestito e fare esperimenti di ibridazione, provando a mettere due concetti non-originali assieme e vedere che succede.

2. L’abitudine di catturare

Questo è un seguito del principio della “creatività in prestito”. Il cervello serve per avere idee non per immagazzinarle. Occorre avere un sistema per catturare idee interessanti una volta che ne veniamo in contatto.

3. Riciclare le idee

Le idee non sono mono-uso. Sono mattoncini Lego che possono essere ri-utilizzati più volte in diversi progetti. Paragrafi, disegni, grafici, citazioni.

4. Progetti piuttosto di categorie

Utilizzare le idee il prima possibile, resistendo alla tentazione di catalogare le idee prima di utilizzarle: vedo una idea > la catturo > la trasformo in un progetto, anche minuscolo – il senso di agire con immediatezza è evitare la sindrome del “lo leggo/scrivo dopo”, che si traduce molto spesso in “lo leggo, mai/lo scrivo, mai”.

5. A fuoco lento

Avere una lista di progetti che cuociono a fuoco lento, facendo piccoli contributi nel corso del tempo. Avere sempre 3-4 progetti sempre in corso, a cui magari dedichiamo 15-20 minuti per volta. Evitare di concentrare tutti gli sforzi in un unico progetto, in una volta sola.

6. Creare abbondanza

Una volta che c’è un sistema di cattura delle idee ben avviato non dovremo più iniziare da una pagina bianca, ma avremo tanti spunti di partenza per qualsiasi altro progetto.

7. Pacchetti intermedi

Correlato al riciclo delle idee. Riutilizzo di contenuti modulari. Rende più facile iniziare e continuare i progetti integrando i “pacchetti”. Le idee non solo devono essere riciclabili ma anche auto-contenute, rifinite in modo da essere utilizzate più volte.

8. Conosci solo quello che fai

Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco

Confucio

La massima di Confucio dice tutto: significa passare dal consumo passivo di idee – a cui ormai ci siamo spesso rassegnati – alla creazione attiva.

9. Renditi facile il futuro

Il tuo te stesso futuro è stupido: questo principio stimola all’avere un sistema che faciliti ricerche future, quindi occorre essere espliciti e deliberati nelle descrizioni delle idee, perché il te stesso del futuro non si ricorderà quasi nulla di quello che ha letto anche solo pochi giorni fa.

10. Continua a farlo

Perfect is the enemy of good

Voltaire

Non elaborare troppo le idee e non complicare troppo il sistema. La cosa importante è l’output, non quanto è complesso il cervello di scorta. Non è un sistema perfetto che ti salva ma il processo continuo e consistente.

E adesso?

Difficilmente non farai nulla di questi principi, probabilmente già li applichi ma non li hai mai considerati in maniera concatenata: non è detto che partire dall’inizio, in maniera sequenziale, dal primo principio all’ultimo, sia l’unico modo di affrontare il problema, a volte può bastare trovare quei 2-3 principi che concatenati costituiscono un “motore minimo” per sbloccare la situazione.

Io tante volte non ho rispettato il principio 4 (ho categorizzato centinaia di idee salvo poi non scrivere mai nulla al riguardo), faccio ancora fatica con il principio 5 (tendo a lavorare in maniera concentrata anziché distribuire lo sforzo) e sicuramente ho peccato di perfezionismo (principio 10).

Quali di questi principi ti risuona di più?
In cosa sei più debole e in cosa più forte?
Cosa pensi di poter integrare facilmente nel tuo flusso di lavoro?

Riferimenti

The Second Brain – A Life-Changing Productivity System
Sketchnoting and the Second Brain

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